Per anni la domanda è stata abbastanza semplice: costruirlo o comprarlo?

Se un’azienda aveva bisogno di un piccolo software per gestire un processo, la risposta più frequente era comprarlo. Svilupparlo internamente costava troppo: servivano sviluppatori, analisi, manutenzione, infrastruttura e tempo. Un SaaS risolveva tutto questo con un abbonamento mensile. Era una scelta razionale.

Ma qualcosa sta cambiando.

Il costo di costruire software sta diminuendo. E questo potrebbe cambiare profondamente il rapporto tra build e buy.

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Il software non costa più come prima

L’intelligenza artificiale non sta semplicemente aiutando gli sviluppatori a scrivere codice più velocemente.

Sta rendendo più economico trasformare un’idea in un software funzionante. Oggi esistono coding agent capaci di comprendere un progetto, modificare codice, creare funzionalità, scrivere test e lavorare con repository esistenti.

E insieme all’AI esiste un patrimonio enorme di software open source da cui partire. Questo cambia il punto di partenza.

Esiste già qualcosa che fa il 60–70% di quello che ci serve? Possiamo adattarlo al nostro contesto?
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Il problema riguarda soprattutto i software piccoli

Questo non significa che domani smetteremo di comprare software. Ci sono categorie in cui acquistare una piattaforma continuerà ad avere perfettamente senso.

Qui il valore non è semplicemente nel codice. È nell’ecosistema costruito intorno al prodotto: affidabilità, sicurezza, supporto, integrazioni, aggiornamenti, compliance, scalabilità, continuità operativa e anni di sviluppo.

Replicare tutto questo non è semplicemente una questione di scrivere codice. Ma esiste un’altra categoria: quella dei software piccoli e verticali che risolvono un problema relativamente semplice. Ed è qui che il modello SaaS potrebbe essere maggiormente sotto pressione.

  • Una suite di produttività.
  • Un CRM enterprise.
  • Un ERP.
  • Un sistema di pagamento.
  • Un’infrastruttura cloud.
  • Una piattaforma che gestisce sicurezza, compliance, identità o milioni di utenti.
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Il piccolo SaaS ha un problema

Immaginiamo un’azienda che paghi 300 euro al mese per uno strumento che importa dati, applica alcune regole, mostra una dashboard, produce un report e permette un’esportazione.

Un tempo costruire qualcosa di simile poteva essere economicamente irrazionale. Oggi la domanda è diversa.

Se esiste già un progetto open source che copre buona parte delle funzionalità, un team può utilizzarlo come base e usare l’AI per modificarlo, integrarlo e adattarlo al proprio processo.

Non stiamo necessariamente sviluppando un prodotto da zero. Stiamo componendo e adattando software esistente. E questa possibilità cambia l’equazione economica.

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Open source non significa gratis

Il ragionamento non è: “C’è un repository su GitHub, quindi non devo più comprare software.” Sarebbe una semplificazione pericolosa.

Il codice open source ha licenze. Va valutata la sicurezza. Va mantenuto. Va aggiornato. Bisogna capire cosa succede quando qualcosa smette di funzionare. E soprattutto bisogna assumersi la responsabilità del sistema.

Open source + AI non significa software gratuito. Significa un costo molto più basso per costruire software specifico.
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Quanto valore aggiunge davvero quel prodotto?

Un software può costare 500 euro al mese. Ma se permette di risparmiare 20 ore di lavoro, integra perfettamente dieci sistemi e garantisce affidabilità, può essere un ottimo investimento.

Un altro software può costare 50 euro al mese. Ma se svolge una funzione che un team può replicare in pochi giorni e adattare perfettamente alle proprie esigenze, potrebbe non essere più così conveniente.

Il prezzo quindi non dovrebbe essere confrontato soltanto con il costo dello sviluppo.

  • Il valore del prodotto.
  • Il costo di costruzione.
  • Il costo di gestione.
  • Il rischio che l’azienda è disposta ad assumersi.
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Il vero cambiamento è nel build vs buy

Per anni molte aziende hanno ragionato così: build è costoso, buy è economico.

Potremmo andare verso una situazione in cui la distinzione diventa: buy quando compri complessità, build quando compri semplicità.

Se un prodotto incorpora anni di sviluppo, sicurezza, compliance, infrastruttura, integrazioni e competenze specialistiche, comprarlo può essere la scelta più semplice.

Se invece il prodotto è una sottile interfaccia sopra un processo relativamente semplice, la situazione cambia. Potrebbe essere più conveniente costruire internamente una soluzione piccola, esattamente adattata al proprio sistema.

Non perché l’azienda voglia diventare una software house. Ma perché il software necessario è diventato abbastanza economico da poter essere considerato un componente del sistema aziendale.

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Cambia anche il lavoro dei software vendor

Il problema non riguarda soltanto chi compra software. Riguarda soprattutto chi lo vende.

Un SaaS che offre una funzionalità facilmente replicabile non può più contare soltanto sul fatto che costruirla internamente sia troppo costoso per il cliente.

Il suo vantaggio deve essere altrove.

  • Dati proprietari.
  • Network effects.
  • Integrazioni.
  • Affidabilità, sicurezza e compliance.
  • Workflow complessi.
  • Esperienza utente e distribuzione.
  • Supporto e conoscenza verticale.
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Non sparirà il SaaS. Cambierà il confine.

La conseguenza non sarà la fine dei software a licenza. Sarebbe una previsione troppo semplice.

È più probabile che cambi progressivamente il confine tra ciò che conviene comprare e ciò che conviene costruire.

Le piattaforme fondamentali continueranno ad avere senso. I sistemi complessi continueranno ad avere senso. I prodotti che incorporano infrastruttura, sicurezza, dati, compliance e network effects continueranno ad avere un enorme valore.

Ma una parte dei piccoli SaaS potrebbe trovarsi davanti a una domanda nuova: perché dovrei pagare ogni mese per una funzionalità che oggi posso costruire e adattare al mio sistema con una frazione del costo di qualche anno fa?

Questa domanda non significa che la risposta sarà sempre “costruiscilo”. Significa che vale la pena farla prima di comprare.

Non stiamo entrando in un mondo dove tutti costruiranno il proprio software. Stiamo entrando in un mondo dove costruire software sarà abbastanza economico da rendere nuovamente interessante chiedersi se comprarlo abbia davvero senso.

Un sistema più utile comincia spesso da una domanda più semplice.

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